TESTIMONIANZA DI GIORGIO

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Sono Giorgio e ho 32 anni. In passato ho studiato e lavorato come interior design, da un anno è iniziata la mia seconda vita e collaboro nella gestione di un rifugio d’alta montagna nella zona del Monte Bianco.

Tutto è iniziato con una telefonata di Giampaolo, conosciuto da poco proprio in rifugio:

“se ti dicessi Nepal???”

Conto fino a cinque per inquadrare la situazione e…

“ Ok prenotiamo!”

“Guarda ci sarebbe anche un progetto di volontariato con cui collaborare cosa ne pensi?”

Sono un pò allergico a questo tipo di cose (come del resto Giampaolo) ma dopo un breve scambio di mail con la ragazza responsabile, una certa Claudia, capiamo che la ragazza in questione è in gambissima, disponibile a dissolvere i nostri dubbi e per di più simpatica!

Adesso è un SI carico al 100%.

Tikapur… Aver attraversato il Nepal in pulman, per raggiungere questa piccola cittadina nel profondo Terai e aver visto anche le zone di montagna poi, ti da già un idea di cosa sia veramente il Nepal!

Oltre alle montagne Himalayane alle colline e alle pianure, i colori, gli odori, i claxon e il caos della città e i canti degli uccelli nei grandi parchi nepalesi, le religioni, il turismo, la politica socio-economica apparentemente inesistente, la corruzione delle istituzioni, le infrastrutture fatiscenti o in costruzione da decenni, le popolazioni e conseguenti storie e culture con origini differenti (se dai alcune informazioni ad un nepalese delle montagne, sulle condizioni di vita o sui meccanismi delle caste, presenti nel Terai occidentale stenta a crederci. Se poi chiedi se abbiano mai visitato le zone la risposta è sempre: “no no fa troppo caldo per me in Terai” hahaha), la ruralità e il progresso che per lo più porta solo i lati negativi della cosa, India da una parte e Cina dall’altra, entrambi con interessi differenti. Bene, sbatti tutto in un calderone agita forte e ne salterà fuori un bambino sorridente con la t-shirt “I love Nepal”!

Abbiamo dato carta bianca a Claudia su quello che avremmo potuto fare alla children home ma abbiamo una buona manualità e ce la cavicchiamo con le macchine fotografiche, così l’idea è stata quella di dipingere la facciata della palazzina, sistemare qualche angolo scrostato, mettere giù un progettino e relativo preventivo di massima per una tettoia da installare di fronte alla cucina, fare un pò di foto e quello che veniva in più era ben gradito.

I bambini vengono, chi più e chi meno, da storie molto difficili e prima di partire non sapevo bene come sarebbe stato ropportarsi con loro, in più il mio inglese è limitatissimo e pensavo d’aver problemi riguardanti la comunicazione! Abbandonate qualsiasi dubbio. Voi metteteci un pò di “nepal-bergamasco”, di spirito d’adattamento e i bambini con la loro semplicità e spontaneità faranno il resto. Come in tutte le cose nella vita la parte più difficile è sempre avvicinarsi e aprire la porta verso gli altri, poi tutto viene facile!

L’impatto è stato buono e dopo aver fatto conoscenza con il personale, con Cristina (una ragazza di Torino già sul posto da un mesetto per un progetto d’insegnamento d’inglese ai maestri della scuola) e i bambini, ci siamo messi subito al lavoro, anche perchè il tempo a nostra disposizione era poco! Grazie anche ai consigli di Cristina e Claudia, abbiamo cercato di coinvolgere i bambini e il personale, così tutto è venuto facile e veloce, sia il lavoro fine a se stesso che lo stabilire un rapporto con i bambini e con il personale. Inutile dire che son tutte persone che ti entrano nel cuore. Oltre al lavoro nella children home, abbiamo avuto l’opportunità di visitare un villaggio dove è presente l’associazione con un progetto agricolo che prevede l’installazione di pompe per l’acqua e dove abbiamo potuto renderci conto di quante siano le cose che potenzialmente ci sarebbero da fare se pur complicate. Il 14 aprile, abbiamo pure festeggiato l’arrivo del 2071 con tutti i bimbi della scuola nel parco di Tikapur sulle sponde del fiume! Altra esperienza forte e indimenticabile! Il tempo è volato e dopo aver costruito e regalato ai bambini un’altalena è arrivato il momento di rientrare a Kathmandu.

Abbiamo fatto poco ma qualcosa è rimasto (soprattutto in noi) e chissà che prima o poi avremo la possibilità di tornare. I lavori che potenzialmente ci sarebbero da fare sono parecchi, la tettoia aspetta che qualcuno la tiri in piedi e ad esempio i servizi all’ultimo piano sarebbero da sistemare e riattivare!

Come dicevo l’esperienze e le persone conosciute ti entrano velocemente nel cuore e quando arriva il momento della partenza te lo prendono e strizzano il cuore!

Grazie all’associazione, a Claudia e a chi ha condiviso con me una così ricca esperienza!

 

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TESTIMONIANZA DI GIAMPAOLO

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Mi chiamo Giampaolo, laureato in Farmacia. Ho voluto fare questa esperienza perché sentivo che mancava qualcosa. Volevo visitare una cultura lontana, in maniera completa, vedere quello che non si legge sulle Lonely Planet e perché no, fare anche del bene e lasciare un buon ricordo di me. Il Nepal per una serie di coincidenze: già dalle prime mail organizzative avevo capito che Claudia era una persona squisita, e quindi ciò che era un ipotesi si è realizzata in breve. L’esperienza giù nel vero Nepal di Tikapur è stata bellissima, ricca, io non ci so fare molto coi bimbi, sono uno piu per pala e piccone, ma loro ci hanno saputo fare con me. Bambini meravigliosi sempre sorridenti e pronti a rimboccarsi le maniche per rendersi utili, alcuni momenti passati con loro sono ormai ricordi indelebili nella mia memoria. Credo di aver imparato più io da loro che viceversa. Questa esperienza che seppur sia stata breve (troppo breve) me la porterò per sempre nel cuore, sono sempre stato scettico riguardo al volontariato in paesi lontani (chiedete a mio padre), però il mio consiglio è di prendere e partire soprattutto se siete scettici… il mio unico rammarico è di non aver avuto abbastanza tempo e non essermi portato un flessibile nello zaino (una tettoia sta aspettando di esser costruita).

 

Resoconto giornata “Incontri senza Frontiere”

Sabato 25 Gennaio, mentre molti italiani approfittavano della bella giornata per fare shopping o andare in montagna a sciare, l’Associazione apriva le porte a tre giovani che invece preferivano pensare al loro futuro, mostrando loro cosa vuol dire essere un volontario in Italia e/o all’Estero.
La giornata è iniziata con la presentazione dell’associazione da parte di Grazia, che in qualità di presidente ha giustamente dovuto fare gli onori di casa.
Successivamente sono intervenute Nadia e Maria Teresa, le quali, oltre ad essere bravissime cuoche, hanno anche una decennale esperienza nel fund raising e quindi hanno saputo spiegare al meglio questo aspetto e le sue modalità agli ospiti.
Poi è stata la volta della nostra volontaria espatriata Claudia, che ormai conosce il Nepal meglio dell’Italia e che, forte della sua lunga attività a Tikapur, ha saputo al meglio esprimere cosa vuol dire fare il volontario all’estero, quali sono le gioie ma anche le difficoltà che si possono incontrare con quest’esperienza in un Paese così diverso dal nostro. Inoltre Claudia, vivendo la maggior parte del tempo là, ha potuto spiegare molto bene la cultura e le abitudini del popolo nepalese.
Dopo una pausa per rifocillarsi e scambiare quattro chiacchere in libertà, è toccato al nostro Antonio parlare, e da bravo psicologo ha mostrato le linee guida morali e psicologiche che il volontario è tenuto a seguire.
Infine è intervenuta Daniela, partita nel 2010 con il servizio civile per passare ben 10 mesi a Tikapur, che ha conquistato i nostri ospiti con il piacevole racconto della sua avventura, mostrando come quest’esperienza ti possa arricchire e rimanere dentro per tutta la vita.
La sera, per concludere in bellezza nello stile dell’Associazione, ci si è recati presso la società operaia di Nole per gustare una bella e ricca apericena, organizzata egregiamente dall’associazione “Lunatica”, gruppo che ci aiuta sempre anche nell’organizzare gli eventi teatrali.
Alla fine della giornata si è deciso che la prima ragazza a partire sarà Cristina, che lavora come traduttrice, e che a Marzo andrà a Tikapur a insegnare inglese ai bambini per circa un mese e mezzo. Sonia, che fa l’educatrice, partirà invece a ottobre e si fermerà in Children Home per 30 giorni circa e lavorerà solo con i bambini e la tutor.
Daniele, agronomo, (giunto per l’incontro da Campobasso!) momentaneamente non partirà, ma seguirà in dettaglio il progetto agricolo e con la sua grande esperienza ci aiuterà a implementarlo al meglio.
Si ringraziano tutte le persone che hanno partecipato, e vi aspettiamo numerosi  al prossimo evento!Direttivo AVSF

Arrivata la Newsletter 02/2013!

On-line la Newsletter 02/2013!

In questo numero:

resoconto dell’anno appena trascorso, progetti per il 2014, aggiornamento sulle attività nei villaggi in Nepal e nella Children Home, l’esperienza della nostra Alice a Tikapur, incontri ed eventi in Italia.

Per leggere cliccate qui: Newsletter 2_2013

PROGETTO AGRICOLO

INIZIAMO CON I BUONI PROPOSITI PER IL 2014!!!

CI ASPETTA UNA FANTASTICA COLLABORAZIONE CON LE DONNE DI EKTANAGAR!

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