VOLONTARI SENZA FRONTIERE

Associazione No Profit – ONLUS

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    maggio: 2012
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Progetti in Nepal

IL PROGETTO IDP

Attualmente è in essere il progetto IDP (Integrated Development Project) con durata triennale,  sottoscritto con il Social Welfare Council.

Il partner locale

Il partner locale è rimasto lo stesso del progetto ICEP, Volunteers Without Frontiers così come i beneficiari del progetto: i ragazzi presenti nella Tikapur Children Home, i bambini poveri di Tikapur ed i villaggi degli ex schiavi così da garantire la continuità del nostro intervento in Nepal, con l’aggiunta di alcune attività ed il miglioramento di quelle preesistenti.

Obiettivi del progetto

  • Favorire l’accesso all’educazione scolastica ai bambini provenienti da condizioni socio-economiche disagiate
  • Combattere la discriminazione a scuola
  • Migliorare le condizioni dei servizi scolastici nei territori dei beneficiari
  • Facilitare l’accesso dei giovani al mercato del lavoro

Beneficiari

I progetti di AVSF sono indirizzati principalmente ai ragazzi provenienti dai villaggi che si trovano nell’area circostante a Tikapur, in particolare alle comunità dei Mukta Kamaiya (ex-lavoratori vincolati), Sukumbasi (senza terra) e Dalit (intoccabili).

Il termine Nepalese Kamaiya faceva riferimento al sistema tradizionale dei lavoratori vincolati della regione del Terai dell’ovest. I Kamaiya erano dei lavoratori agricoli alle dipendenze di un padrone, quest’ultimo generalmente era un proprietario terriero. Il sistema Kamaiya permetteva al proprietario di comprare e vendere uno o più Kamaiya. Il debito contratto da un Kamaiya veniva ereditato dal figlio.

Con l’abolizione della schiavitù e grazie all’introduzione della Riforma Agraria nel 2001, 35.721 Kamaiya vennero liberati, inoltre, il Governo assicurò a ciascuno di essi un appezzamento di terra di 0.15 ettari, e fornì i materiali per la costruzione della casa. Tuttavia, a causa del processo di identificazione e dell’ostruzionismo dei proprietari terrieri, migliaia Kamaiya (adesso chiamati Mukta, che significa liberi) non hanno mai beneficiato di questi risarcimenti. Ad oggi solo una piccola parte di essi possiede la carta d’identità Kamaiya fornita dal governo. A seguito di questo alcuni Kamaiya si sono impossessati delle terre illegalmente.

Secondo le stime della Free Kamaiya Society, circa 300.000 persone vivono all’interno di 294 accampamenti Mukta Kamaiya. Circa 8.000 di loro vive nei 5 villaggi e insediamenti vicino all’area urbana di Tikapur dove VWF opera.

Gli altri nostri diretti beneficiari sono i Sukumbasi. Il significato della parola Sukumbasi singnifica “senza terra”. Durante gli ultimi vent’anni la popolazione totale del Terai e del Kailali è triplicata a causa dei grandi flussi migratori, provenienti principalmente dall’area collinare. La maggior parte di questi immigrati sono dei senza terra che hanno occupato terreni pubblici. Le ragioni principali di questo esodo massiccio sono la scarsità di terre coltivabili nei paesi nativi unita ad una bassa produttività, la pressione demografica, l’assenza di un qualsiasi mercato del lavoro diversa da quello agricolo, i disastri stagionali come alluvioni, la sbagliata ma diffusa opinione secondo la quale il Terai e la sua prossimità al confine indiano faciliti la migrazione stagionale.

I Sukumbasi non son ben accetti nel Terai. L’opinione pubblica li vede come finti senzaterra che sono arrivati dalle montagne al solo fine di impossessarsi dei migliori appezzamenti di terra. Tra i Sukumbasi molti sono Dalit (fuori casta, ex-intoccabili), i quali soffrono storicamente di una discriminazione sociale ancora molto forte nelle aree dell’intervento.

Il Governo non ha assunto nessuno posizione ufficiale nei loro confronti e per la legge sono considerati semplicemente degli abusivi.

Da un´indagine realizzata da AVSF risulta che la quasi totalità degli abitanti di tali insediamenti vive ben al di sotto dei due dollari al giorno. Molte donne e alcuni uomini lavorano nel settore delle costruzioni ricevendo un salario giornaliero di 100rp (al cambio attuale circa 1 euro). Anche il tasso dei lavoratori stagionali che si recano in India è molto alto, molti di loro però non sono mai tornati a casa lasciando nel villaggio mogli e figli senza una fonte di reddito. Altri lavori tipici sono autista di rikscha, spaccapietre e ogni tipo di lavoro che altre persone in città non hanno interesse a svolgere.

Aree di intervento

Il progetto IDP è suddiviso nelle seguenti aree di intervento:

Prospettive per il futuro

  • Corsi di educazione non formale

AVSF propone l’attivazione di un percorso personalizzato di studio al fine di reintegrare nel sistema scolastico circa 60 bambini, provenienti dai villaggi beneficiari di IDP, che non hanno mai frequentato la scuola.

  • Progetto Kitab

All’interno della TCH si inserisce per l’anno 2011 il Progetto “Kitab”. L’obiettivo del progetto è creare uno spazio di lettura dove gli studenti beneficiari di IDP avranno accesso a una piccola biblioteca, con il fine di ampliare il loro bagaglio culturale e di stimolare le loro abilità, creatività e fantasia. Tale spazio rappresenterà anche un importante punto di incontro per i nostri beneficiari al quale potranno fare costantemente riferimento nei momenti di maggior necessità. Mediante le attività promosse dallo staff locale e dai volontari internazionali, ci si propone dunquedi incentivare l’analisi critica delle letture e migliorare il livello di inglese dei beneficiari IDP e di rendere partecipi le comunità coinvolte creando un “punto d’ascolto” ed aiutare i nostri beneficiari in quella fase particolarmente critica quando, una volta terminati gli studi, dovranno decidere che strada intraprendere.

  • Borse di studio

Attraverso lo Scholarship Programme, l’Associazione AVSF si prefigge l’obiettivo di aumentare il livello di istruzione primaria e secondaria tra i giovani dei villaggi beneficiari e ridurre il tasso di abbandono scolastico.

In particolare, l’Associazione per il 2011 si prefigge l’obiettivo di iscrivere 200 studenti nelle scuole con cui già lavoriamo e con cui abbiamo già instaurato buoni rapporti, in modo tale da incrementare del 20% il tasso di istruzione inferiore e superiore.

Come già detto, le discriminazione di genere sono ancora molto presenti in Nepal, anche nell’ambito della scolarizzazione. Proprio per combattere tale discriminazione, l’Associazione si impegna a riservare un 40% delle borse di studio per le ragazze per cercare di limitare la pratica dei matrimoni combinati in giovane eta’ o quella del lavoro vincolato come domestiche presso case di famiglie abbienti (sistema kamlari).

Da quest’anno il Programma intende anche incrementare del 20% il tasso di istruzione superiore (intermediate level) nei villaggi beneficiari e quindi ai 10 studenti più meritevoli verrà elargita una borsa di studio per frequentare il plus-two, cioè quei 2 anni di studio tra la fine della decima classe e il relativo conseguimento dell’SLC e l’iscrizione all’università.

Infine il Programma si prefigge di ridurre il tasso di abbandono scolastico e quindi il recupero del 50% degli abbandoni segnalati durante l’anno.

Affinché si possano raggiungere tali risultati, il Direttore della TCH monitorerà il progetto effettuando visite familiari,controllando i registri scolastici e le pagelle degli studenti e redigendo report sull’andamento del progetto.

Il comitato direttivo di VWF invece si occuperà di stendere gli accordi con le scuole in modo tale da migliorare i rapporti con queste ultime.

 
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